Bellissima Maniera-Montepulciano 12/15 Settembre’09

Written by marinella agosto 16th, 2009

Veramente grande augumento fecero alle arti della architettura, pittura e scultura, quelli eccellenti maestri che noi abbiamo descritti sin qui nella seconda parte di queste vite, aggiugnendo alle cose dei [...]

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Veramente grande augumento fecero alle arti della architettura, pittura e scultura, quelli eccellenti maestri che noi abbiamo descritti sin qui nella seconda parte di queste vite, aggiugnendo alle cose dei primi regola, ordine, misura, disegno e maniera … che i terzi, di chi noi ragioneremo da qui avanti, poterono mediante quel lume sollevarsi e condursi alla somma perfezione …

Così scriveva Giorgio Vasari lasciando intendere su quali basi si sviluppò l’Arte, ossia sulla Regola, sull’Ordine, sulla Misura, sul Disegno e infine sulla Maniera. In due secoli della nostra storia, da Cimabue a Michelangelo, per diverse cause felicemente concorse a tale risultato, la nostra Toscana vide un fiorire talmente rigoglioso e fremente di tutte le arti che tutt’oggi ne riceviamo immenso beneficio e godimento. Ma ciò non fu per improvvisa ispirazione o per innato estro che inspiegabilmente si tradusse in opera, ma per grandissimo studio della natura e degli antichi maestri e per applicazione e esercizio costante non senza sacrificio, come avvenne a Tommaso da San Giovanni Valdarno che fu detto Masaccio per la gran trascuratezza di sé, avendo avuto l’animo sempre rivolto all’arte. Le arti cosiddette “minori” ebbero in quei secoli eguale destino e le opere dei fabbri, dei falegnami, degli orefici, dei sarti e di infiniti altri mestieri assursero a tale bellezza che oggi non possiamo fare a meno di porle sullo stesso piano delle pitture e delle sculture. Il lungo apprendistato necessario a divenire padroni delle regole dell’arte di ogni mestiere e la necessità di avere menti fresche e incorrotte imponeva allora che ci si mettesse a imparare a bottega da ragazzi, poco più che bambini; tale flusso di sapere, di generazione in generazione, si arricchiva ad ogni passaggio e andava a formare un’immensa cultura d’inestimabile valore le cui radici affondavano nei secoli passati senza soluzione di continuità. In certi periodi, come avvenne nel Rinascimento, a tali radici giunse copioso nutrimento per l’attenzione e la sensibilità dei governanti che indirizzarono all’arte gran parte delle ricchezze dei loro paesi. Mai era successo, neppure durante le pur lunghe e rovinose guerre, che s’interrompesse la trasmissione di un’arte, magari si diradarono i capolavori, ma tutti i principi che ricordava Vasari, anche per fare un cofanetto d’osso o una sedia di legno, rimanevano osservati e guidavano le mani degli artefici. Oggi invece vediamo i risultati dell’aver voluto tagliare quelle radici, oramai qualche decennio fa, nella scomparsa di molti mestieri e nella bassa qualità artistica di tanti manufatti. Non contento, il governo attuale insiste in questa distruzione con tagli alle scuole artistiche e al settore artistico in genere, ritenendolo meno proficuo di altri, dimostrando così di essere affetto da grave miopia nel riconoscere una delle vocazioni principali del nostro Paese. Non so se potremo mai recuperare il corretto modo di fare artigianato, basandosi sull’apprendistato a bottega e sulla regola, l’ordine, la misura il disegno e la maniera, ma certamente so che tutte le altre cure non potranno che essere palliative.
Il tema dell’esposizione di quest’anno a Montepulciano è la “Bellissima maniera” del ’400 e del ’500. Senza pretendere di offrire dei capolavori, gli artigiani che esporranno i loro manufatti a Palazzo del Capitano si sono sforzati di seguire i principi del Vasari tentando di riallacciare un contatto con la tradizione dell’artigianato antico, con quella che invano oggi chiamano eccellenza.
Se solo i visitatori apprezzeranno lo sforzo degli artigiani rimasti nel nostro territorio e rifletteranno sul valore dei mestieri artistici, se le autorità saranno più sensibili circa le opportunità che ancora le botteghe artigiane potrebbero offrire ai giovani e a tutta la comunità, se, infine, gli artigiani stessi saranno spronati a migliorarsi, allora sarà un grande risultato per una piccola mostra.
(Alessandro Pacini)

Montepulciano
12/15 Settembre 2009
Palazzo del Capitano

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